Quanti psicologi ci vogliono…

“Quanti psicologi ci vogliono per cambiare una lampadina?”
“Uno solo: però la lampadina deve essere motivata!”

In questo articolo, ho pensato di spezzare una lancia a favore della mia categoria: “Gli Psicologi” e riuscire a chiarire per quale motivo siamo utili.
Guardandomi intorno mi sto sempre più rendendo conto che le persone non hanno molto chiaro la nostra funzionalità, le nostre competenze, insomma il nostro esistere.
Penso che un po’ di responsabilità ce l’abbiamo anche noi, che continuiamo forse a stare dietro le nostre teorie e scrivanie, senza mischiarci con la gente, la quale continua a pensare (non tutti sia chiaro) che siamo degli strizza cervelli e che venire da noi vuol significare essere matti, o fuori di testa, o ancora peggio, che siamo degli azzecca garbugli! Pieni di bora e insolenza ( beh forse qualcuno di noi non è molto lontano da questa descrizione, ma ne siamo tanti, basta scegliere!).
Vi assicuro non è cosi, anzi.
In questi ultimi tempi mi è capitato di parlare di questa cosa con mia cognata, lei svolge la professione di psicoterapeuta in Inghilterra.
Annalisa (questo è il suo nome), continua a dire che in Inghilterra la salute psicologica è diventata molto importante, che le persone hanno compreso l’importanza di essere aiutate da psicologi e professionisti affini.
Del resto anche i loro Principi, che Dio, o chi per lui, li prenda in gloria, hanno sottolineato l’importanza dell’aiuto che hanno avuto da psicoterapeuti nella loro vita per superare il lutto della madre (Principessa Diana).
Qui in Italia, ho l’impressione, invece, che le persone che decidono di rivolgersi a psicologi e affini si nascondino, che non ne parlino, che tengono la cosa segreta.
Ho avuto persone, che seguivo, che mi chiedevano di non incontrare nessuno, prima o dopo di loro, come se si vergognassero di aver deciso di farsi aiutare.
Vedo tutti i giorni individui che vivono la vita persi nel caos, nelle insicurezze, nella rabbia.
L’ansia oramai fa parte della vita quotidiana di molti, per non dire della ostilità e dei rancori.
Addirittura si prende per normalità vivere male, sento discorsi del tipo:
“ E che ci posso fare!”.
Famiglie assolutamente non funzionanti, alla faccia della famiglia Italiana, dove si crescono bambini sempre più aggressivi e ansiosi e sempre con meno capacità di vivere la vita serenamente.
Lo stress, il male del secolo: “Ma che ci posso fare?”.
Non capisco!
Non capisco, perché noi esistiamo e con noi intendo professionisti qualificati che possono aiutare concretamente al riguardo.
Lamentarsi tutto il giorno, litigare tutto il giorno, vivere ansiosi tutto il giorno, stressarsi tutto il giorno.
Che noia!
Qui di seguito vi ricopio quanto scrissi due anni fa, con la speranza che a forza di ripeterlo, qualche novità nella vostra vita arrivi.
Non è superbia la mia, vi assicuro, è solo una grande stanchezza, stanchezza dovuta al fatto di sentire le persone stare male, senza però che fanno nulla di nuovo, tipo rivolgersi ad un professionista, che possa concretamente aiutare a vivere più sereni.
Così ho pensato che ripetere cosa sia una psicologo e cosa serva forse può aiutare a comprendere che facciamo parte di una categoria di professionisti che hanno studiato, si sono specializzati proprio nell’ambito del benessere psicologico.
Prima vorrei fare questa considerazione:
Annunciazione, Annunciazione andare dallo psicologo, psicoterapeuta non vuol dire essere matti, pazzi, fuori di testa e chi più ne ha più ne metta. Vuol dire essere consapevoli della necessita di un aiuto esterno, di uno specialista del settore mente, che possa aiutare a realizzare un cambiamento, aiutare a modificare delle abitudini di vita che fanno stare male.
Vorrei qui sfatare il mito del “Se vado dallo psicologo non sono normale!”.
Rendersi conto di avere necessita di un aiuto esterno di un professionista per vivere la propria vita con maggior armonia, equilibrio è un segnale di sanità. Comprendere che chiedere “aiuto” ad una persona qualificata nel settore è sanità.
Quindi:
Lo psicologo è assolutamente una figura propositiva.
Dicesi Psicologo: lo studioso di psicologia.
Dicesi Psicologia: scienza che studia il comportamento e i processi mentali dell’uomo e dell’animale.
Entrambi prese dal vocabolario della lingua Italiana, nello specifico il mio è Larus.
Per essere più chiara,
lo psicologo è:
un individuo o individua, laureata/o in Psicologia e regolarmente iscritto all’albo degli psicologi.
Un professionista che sa utilizzare degli strumenti di valutazione, che vanno da dei test al semplice colloquio, tanto per “intenderci a soldoni”.
Un professionista che utilizza strumenti di prevenzione del disagio. Promuove l’autoconsapevolezza nelle persone che si rivolgono a lui, consapevolezza dei propri pensieri, propri sentimenti, propri modi di fare. Porta le persone a sviluppare benessere e autonomia nel raggiungerlo!
E’ un professionista che aiuta nella crescita personale.
In sostanza si occupa di:
promuovere l’autostima,
promuovere la comunicazione,
il coaching (allenamento a vivere bene, permettetemi la licenza poetica!), le relazioni di coppia,
problematiche adolescenziali,
problematiche infantili,
problematiche nell’età adulta,
problematiche nella vecchiaia,
autoconsapevolezza,
percorsi educativi,
consulenze.
Un professionista intento a sviluppare un benessere nei singoli e nei gruppi.
Un professionista che fa ricerca, sperimenta, attiva percorsi di abilitazione ed è anche un professionista impegnato nell’educazione.
Insomma un professionista serio pronto ad aiutare nelle problematiche esistenziali, serio nel trovare in collaborazione con la persona rivolta a lui una strada concreta per vivere la propria vita con serenità e benessere a prescindere le difficoltà che si incontrano.
Un professionista che ha passato e passa molto del suo tempo ad informarsi sul funzionamento della mente e degli esseri umani.
Un professionista capace di aiutare a ridurre lo stress, se non eliminarlo del tutto, capace di aiutare a far vivere la propria vita con maggior serenità e questo porta via ansie, depressioni, rabbia, ostilità.
Pensate quanto il mondo sarebbe più bello.
A questo punto mi viene in mente il mio grande Nonno che soleva dire di fronte a cosa importanti: “Niente non è”.

Dott.ssa Federica Curzi